Finalmente Italia, ecco le scelte: Malagò punta su Mancini e Ranieri
La telenovela in salsa azzurra è finita. Dopo giorni di candidature, retromarce, tensioni e veti incrociati, la Nazionale ha finalmente il suo nuovo corso. Il caso Pirlo, prima scelto e poi scartato (con la questione legata allo sponsor russo di scommesse a fare da scusante per evitare un nome che non soddisfaceva i piani alti), e il conseguente e successivo addio di Paolo Maldini e Leonardo, entrati in rotta col presidente federale Giovanni Malagò sulla questione dell’autonomia, avevano trasformato la scelta del commissario tecnico in un intrigo tipicamente italiano. Alla fine ha deciso Malagò: Roberto Mancini sarà il nuovo ct dell’Italia, mentre Claudio Ranieri assumerà il ruolo di direttore tecnico e presidente del Club Italia. L’annuncio del presidente federale chiude una vicenda diventata rapidamente più grande della semplice scelta dell’allenatore. E soprattutto consegna alla Nazionale una coppia chiamata a ricostruire credibilità e risultati dopo tre Mondiali consecutivi guardati da casa.
Torna Mancini: se ne andò per inseguire i soldi dell’Arabia Saudita
La scelta più discussa è inevitabilmente quella di Mancini. È l’allenatore che nel 2021 ha riportato l’Italia sul tetto d’Europa, ma anche l’uomo che nell’agosto 2023 ha lasciato la Nazionale attraverso una Pec, per poi accettare pochi giorni dopo la ricchissima proposta dell’Arabia Saudita. Un addio che aveva lasciato una ferita profonda, anche per le modalità e per il momento: l’Italia si ritrovava senza guida a poche settimane dalle qualificazioni europee. L’esperienza araba, però, è durata appena quattordici mesi e oggi Mancini torna dove aveva costruito il punto più alto della sua carriera da commissario tecnico. Malagò ha rivendicato la scelta, spiegando di averla assunta in prima persona e di aver valutato anche il tema delle scuse presentate dal tecnico. Una decisione non coincidente con le preferenze dei club della Serie A, che avrebbero spinto soprattutto per Antonio Conte, ma che il calcio italiano ha scelto di sostenere. Ora la responsabilità è tutta sulle spalle di Mancini: il credito del 2021 esiste ancora, ma non può essere utilizzato come una garanzia a tempo indeterminato.
Claudio Ranieri direttore tecnico, per dare ordine al progetto
La scelta di Claudio Ranieri nel ruolo di DT è invece quella che può cambiare davvero la struttura della Nazionale. Il suo compito non sarà fare da semplice figura di raccordo o da presenza istituzionale accanto al ct: il direttore tecnico avrà un ruolo nella programmazione dell’intero settore azzurro, con autonomia e responsabilità sulle Nazionali. È una soluzione che prova a separare nettamente campo e struttura: Mancini dovrà occuparsi dei risultati, Ranieri della costruzione del progetto. Il primo traguardo è scontato: riportare l’Italia al Mondiale dopo due assenze consecutive. Ma il mandato guarda oltre l’emergenza e punta alla costruzione di una Nazionale competitiva anche in prospettiva, fino al ciclo dell’Europeo 2032. È qui che si misura la bontà della scelta di Malagò. Il ritorno di Mancini resta una contraddizione sacrificabile solo per il peso storico del cognome, mentre Ranieri dovrà essere la garanzia di equilibrio e continuità, evitando che tutto dipenda dal rapporto fra ct e Federazione. In attesa di scoprire quali saranno le loro prime mossa, la buona notizia è che non c’è più bisogno di candidature e di annunci. E nemmeno di pensare allo scorso mondiale o (già) al prossimo. Prima è il momento di ritrovare una strada e un’identità.
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