Tadej Pogacar, uno dei ciclisti più forti di sempre che trionfa tanto nelle corse a tappe che in quelle di un giorno
Ha recentemente compiuto appena 26 anni e nel mondo del ciclismo è già difficile fare paragoni anche con altri mostri sacri del passato: il 2024 ha incoronato Tadej Pogacar come uno dei corridori più forti della storia capace di macinare vittorie su vittorie, soprattutto con imprese sempre straordinarie. A renderlo ancora più fenomenale c’è poi il fatto di essere fortissimo su ogni fronte, dai Grandi Giri alle Classiche Monumento, come ha per l’ennesima volta dimostrato in un 2024 che definire eccezionale rischia di essere riduttivo.
Tadej Pogacar, un 2024 da dominatore
Per descrivere la stagione ciclistica che si sta concludendo basterebbero poche statistiche: il campione della Uae Emirates ha collezioanto ben 25 successi correndo complessivamente 58 giorni. Ma a fare impressione non è solamente l’aspetto numerico. Lo sloveno è stato capace di portarsi a casa in pochissimi mesi la doppietta Giro d’Italia-Tour de France, cosa che non accadeva dal 1998 quando a riuscirci fu un certo Marco Pantani, guadagnandosi l’ingresso nell’Olimpo dei ciclisti delle corse a tappe.
Ma a colpire è stata anche la modalità con cui ha ottenuto questi successi, dominando totalmente entrambe le corse. Sei tappe in entrambi i Grandi Giri, con le rispettive Maglia Rosa e Maglia Gialla indossate pressoché dall’inizio alla fine, e con distacchi enormi in classifica: quasi 10 minuti sul secondo in Italia, oltre sei sul rivale di sempre Jonas Vingegaard nella Grande Boucle.
Già solo così sarebbe stata un’annata memorabile. Ma Tadej Pogacar non si è accontentato è ha chiuso la stagione con la vittoria nella prova in linea del Mondiale di Zurigo con un’azione in solitaria a 100 km dal traguardo e il quarto successo consecutivo nel Giro di Lombardia, eguagliando così il record di Fausto Coppi. A completare il quadro anche un’altra Classica Monumento, la Liegi-Bastogne-Liegi, vinta per la seconda volta in carriera.
Tadej Pogacar, un 2023 molto positivo
Il 2024 farebbe sfigurare la carriera della maggior parte degli altri corridori, ma rischia di mettere relativamente in ombra il passato dello stesso Pogar. Anche il 2023 è stata un’ottima annata iniziata con vittorie sia al Giro di Andalusia che alla Parigi-Nizza, conquistando ben tre tappe in entrambe le occasioni.
Ma il piatto forte sono state sicuramente le Classiche Monumento portando a casa sia il Giro della Fiandre, tenendo dietro un altro specialista di queste corse come Mathieu van der Poel, e il Giro di Lombardia a ottobre. Ad arricchire il palmares dell'anno di Pogacar c'è stata anche l'Amstel Gold Race, conquistata in solitaria dopo una prova di forza rispetto a tutti gli altri contendenti, e la Freccia Vallone. Non è riuscita però l’impresa di completare il Trittico delle Ardenne con la Liegi-Bastogne-Liegi, dal quale si è ritirato.
Non bisogna poi dimenticare un Tour de France corso comunque ad alto livello ma terminato al secondo posto dietro un Vingeegard che in quell’edizione è sembrato davvero imbattibile anche per lo sloveno, che in ogni caso si è portato a casa due tappe.
Tadej Pogacar, i successi nelle corse di un giorno
Nonostante gli importanti trionfi del 2023, nessuno si era particolarmente stupito visto che Pogacar aveva già dato grande prova delle sue capacità anche negli anni passati. Nel 2022 aveva infatti centrato il suo secondo Giro di Lombardia consecutivo, dopo che proprio nell'anno precedente era andato a segno in un'altra Classica Monumento, la Liegi-Bastogne-Liegi. Senza dimenticare che nella stessa estate era riuscito anche a conquistare la medaglia di bronzo nella prova in linea delle Olimpiadi di Tokyo.
Tadej Pogacar, i primi trionfi nei Grandi Giri
Seppur fortissimo nelle Classiche di un giorno, l’esplosione di Tadej Pogacar è avvenuta con le sue affermazioni nei Grandi Giri, anche qui bruciando clamorosamente i tempi. Dopo la vittoria nel Tour de l'Avenir 2018, considerato una sorta di Tour de France per under-23, a nemmeno 21 anni era stato capace di conquistare ben tre tappe nella Vuelta de Espana 2019 conclusa al terzo posto e vinta dal connazionale Primoz Roglic.
Ma la vendetta a livello sportivo era arrivata nell'estate successiva sulle strade del Tour de France dove Pogacar aveva conquistato la maglia gialla finale ai danni del rivale con un'incredibile cronoscalata nella penultima tappa con arrivo a La Planche des Belles Filles, ribaltando una classifica che vedeva Roglic in testa con un discreto margine di vantaggio.
Un successo alla Grand Boucle confermato con un dominio assoluto nel 2021, concluso nuovamente con tre vittorie totali e il secondo classificato Jonas Vingegaard a oltre 5 minuti di distanza. Nel 2022 sulle strade francesi era andato nuovamente in scena un bellissimo duello proprio con il danese Vingegaard che in quell'occasione si era però mostrato insuperabile, conquistando con merito la corsa a tappe più famosa del Mondo.
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Enrico Forzinetti
Betscanner