Inzaghi batte Guardiola negli USA, ma sfuma la possibile sfida con l’Inter
L’impresa è servita, rumorosa come le quattro reti realizzate dagli arabi: l’Al-Hilal del nuovo allenatore Simone Inzaghi ha agguantato i quarti di finale del Mondiale per club FIFA negli Stati Uniti e l’ha fatto a spese di una gigante come il Manchester City di Pep Guardiola, sconfitta per 4-3 ai supplementari in una partita a dir poco rocambolesca, destinata a rimanere nella storia del calcio arabo. Prima sono andati in vantaggio gli inglesi, poi è arrivato l’aggancio e il sorpasso dei ragazzi di Inzaghi, ma al 55’ Erling Haaland ha rimesso le cose a posto e la sfida è scivolata così in parità fino ai supplementari. Lì è successo ancora di tutto: nuovo vantaggio degli arabi al 94° con l’ex Napoli Kalidou Koulibaly, pari di Phil Foden dieci minuti più tardi, quindi rete decisiva al 112° del brasiliano Marcos Leonardo, che ha trafitto il portiere Ederson firmando la doppietta e regalando ai sauditi una qualificazione impensabile.
Vittoria storica, simbolo della crescita del calcio arabo
Fra i grandi protagonisti del successo dell’Al-Hilal è impossibile non citare il portiere Yassine “Bono” Bounou, protagonista di numerosi interventi chiave. Ma tanti meriti vanno anche a mister Inzaghi, nel giro di un mese ha fatto capire alla sua squadra di poter ambire a battere anche le migliori d’Europa. Il successo l’ha reso il primo tecnico italiano a battere Guardiola in una competizione FIFA, ma soprattutto ha dato il più chiaro segnale della crescita del calcio arabo, spesso (ingenerosamente) considerato al pari di un campionato italiano di seconda fascia. I picchi sono decisamente più elevati e può bastare una partita simile per offrire una credibilità mai vista prima. L’Al‑Hilal, club più titolato d’Arabia e d’Asia, ha dimostrato che gli investimenti della Saudi Pro League, uniti ad un progetto tecnico serio e a giocatori (e allenatore) di alto profilo, stanno dando risultati concreti. Come riuscire a “scalare l’Everest senza ossigeno”, ossia il modo in cui mister Inzaghi ha definito l’impresa del Camping World Stadium di Orlando, Florida.
Sfuma la sfida contro l’Inter, battuta dai brasiliani del Fluminense
In sostanza, la vittoria per 4‑3 contro il Manchester City non è solo un risultato shock, ma una pietra miliare per il calcio saudita. Perché dimostra che, sul piano tattico e mentale, la squadra può tenere testa (e all’occorrenza battere) anche le più forti del mondo. Gli arabi si sono così guadagnati un posto ai quarti di finale della nuova competizione FIFA, ma per mister Inzaghi è sfumata la possibilità di affrontare la sua ex squadra, l’Inter lasciata dopo la finale di Champions League persa contro il Paris Saint-Germain. I nerazzurri, infatti, sono caduti agli ottavi contro i brasiliani del Fluminense, arrendendosi per 2-0 in un duello con più ombre che luci. Per l’Al-Hilal è un bene: possono ambire alla semifinale e all’opportunità di scrivere un’altra pagina di storia per il calcio arabo, dimostrando che la vittoria contro il City non si è trattata solo di un exploit isolato, ma di un risultato in linea con un percorso solido dalle grandi ambizioni.
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