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Si inizia... Chi sarà il Most Valuable Player della stagione?
L'inizio della stagione NBA 2024/25, fissato per la notte tra il 22 e il 23 ottobre, è ormai alle porte. Tra le tante incognite, una delle più attese non può che essere quella relativa alla corsa per il premio di MVP della Regular Season, il riconoscimento individuale più ambito della lega. La vittoria dell'MVP è ciò che distingue gli ottimi giocatori da quelli nell'Olimpo della storia del gioco, e ogni anno tutti i migliori talenti lo sognano, ma solo in pochi possono permettersi di averlo come obiettivo concreto. E solo uno, alla fine, sarà il Most Valuable Player. Quindi, su quale nome puntare per la stagione in arrivo?
Nomi da escludere
Le credenziali fondamentali per candidarsi al premio sono poche, ma complicate da raggiungere: prestazioni di altissimo livello, un'alta percentuale di vittorie di squadra, costanza di rendimento e, come ormai stabilito sin dalla passata stagione, un minimo di 65 partite giocate. Considerando questi punti, e in particolare l'ultimo, sarebbero probabilmente da evitare i giocatori avanti con l'età e quelli inclini a subire frequentemente problemi fisici.
Ad esempio, per quanto sarebbe indubbiamente romantico, è improbabile vedere un LeBron James 40enne in corsa per il quinto MVP della sua carriera; discorso simile per Stephen Curry, ormai prossimo a compiere 37 anni, e Kevin Durant, non solo a quota 36 candeline spesso alle prese con diversi infortuni durante la stagione regolare negli ultimi anni. Come se non bastasse, tutti e 3 sono reduci dalle Olimpiadi di Parigi 2024, perciò con meno riposo nelle già espertissime gambe. Sia chiaro, avranno verosimilmente prestazioni da MVP, ma dovranno fare i conti con la gestione delle proprie energie, fattore che andrà a ledere parecchio le loro chances di conquistare il premio.
Ci sentiamo infine di tracciare una riga rossa anche su uno dei favoritissimi, Joel Embiid. Il nativo del Camerun ha già vinto il premio nella stagione 2022/23, quando la regola comunque non esisteva. Lo scorso anno ha messo a referto 39 presenze, mentre in 8 stagioni di carriera ha accumulato 65+ gare giocate solo in 2 occasioni: proprio nel 2022/23, arrivando però solamente a quota 66; nel 2021/22, anche lì poco sopra, a 68. Insomma, per quanto il lungo dei 76ers sia uno dei giocatori più dominanti in NBA, il fattore di rischio – visto il suo storico di infortuni – è troppo alto per puntarci.
Due outsider
Fatta la prima importante scrematura, ci avviciniamo ai candidati principali. Nel gradino immediatamente sotto a quello dei favoritissimi troviamo la categoria degli "outsider", con due nomi altisonanti: Jayson Tatum e Jalen Brunson.
Sembra assurdo che Jayson Tatum, in una carriera con 1 titolo appena vinto a Boston con il miglior record di squadra della Lega e una bacheca individuale, a nemmeno 27 anni, fittissima fra selezioni per l’All-Star Game (5) e per gli All-NBA Team (4), non sia mai finito nemmeno in top-3 nella corsa MVP. Questo è possibile per lo stesso motivo per cui il premio di MVP delle Finals 2024 è stato assegnato a Jaylen Brown anziché a lui: Tatum è il primo violino dei Celtics, il giocatore con più responsabilità, nonché il più “forte” dal punto di vista individuale, ma il talento all’interno del roster dei bianco-verdi è spropositato. Troppo, finora, per far sì che il suo contributo svetti al punto da essere considerato di livello MVP, un premio estremamente mediatico, assegnato molto spesso alla stella più radiosa dal punto di vista individuale. Aggiungeteci, come negli anni passati, uno stile di gioco bello da vedere, ma non sempre efficientissimo fra selezione di tiro e costruzione per i compagni, e anche i suoi numeri – per quanto quantitativamente mostruosi – non saranno sempre quelli dell’élite assoluta. Dalla sua, ci sarà comunque la certezza dell’ennesima stagione di Boston in vetta all’est e con moltissime vittorie potenziali.
Per quanto riguarda Jalen Brunson, invece, discorso più particolare. Nessuno si aspettava che potesse non solo diventare questo giocatore dopo aver lasciato Dallas, ma che potesse anche contribuire in questa maniera al successo di squadra: ha chiuso la passata stagione al 5° posto nella corsa per l’MVP, al 12°esimo in quella precedente, guidando i Knicks a 2 apparizioni consecutive ai Playoffs che mancavano dal triennio 2010-2013. Con Brunson da leader, New York ha superato per 2 anni consecutivi il primo turno, evento che non era mai accaduto alla squadra dopo il 2000. Il solo problema è che anche lui, come Tatum, non è abbastanza “mediatico”, nonostante le moltissime vittorie di squadra e una piazza sotto i riflettori. Si parla sì di uno dei top-scorer NBA, ma inserito in un contesto corale con compiti di creation diffusa, dove quasi si trova a fare la stella perché gli viene “richiesto”, ma adattabilissimo a ogni ruolo. La cosa buona è che adesso ci sono i presupposti per fare un’altra bellissima stagione, questa volta da élite della Eastern Conference: non solo ci sarà un OG Anunoby disponibile sin dalla prima gara stagionale, ma anche il nuovissimo innesto Mikal Bridges, stella acquisita dai “cugini” di Brooklyn ed elemento mancante, come sperano nella Grande Mela, per compiere lo step successivo. Il giocatore è anche amico storico, dai tempi del collega a Villanova, di Donte DiVincenzo, Josh Hart e dello stesso Brunson, perciò ci sarà da aspettarsi una stagione all’insegna dei meme e delle vittorie.
Insomma, due nomi da tenere d'occhio, ma che non vediamo in prima fila.
I favoriti
I primi 5 posti della griglia di partenza immaginaria per l'MVP, quelli riservati ai favoritissimi, sono dunque occupati da Luka Doncic, Anthony Edwards, Giannis Antetokounmpo, Shai Gilgeous-Alexander e Nikola Jokic.
La presenza di Doncic è un must, anche perché i Mavs, dopo le Finals, avranno addosso moltissime aspettative e anche la serissima chance di ripetere la stagione di successo. Lo sloveno giocherà tante partite, avrà la palla in mano più di chiunque altro nella lega, segnerà tanto e metterà a referto tantissimi assist; insomma, la sua è una candidatura automatica. L'unica incognita riguarda il numero di vittorie a cui riusciranno ad arrivare i Dallas Mavericks: nella passata stagione sono state 50 con un nucleo cambiato molto (in positivo) alla trade deadline, moltissime, se non fosse per una Western Conference folle. Il piazzamento in stagione giocherà un ruolo importante per il premio e per le sorti di squadra in ottica Playoffs, perciò occhi puntati sui texani.
Meno scontata, invece, la presenza di Anthony Edwards, che a soli 23 anni non dovrebbe essere già in lizza per questo premio. I Timberwolves, però, si sono affermati come una delle squadre di punta dell’ovest e della intera NBA, battendo i campioni in carica dei Nuggets in 7 durissime gare salvo crollare sul più bello proprio contro i sopracitati Mavericks. Il giovanissimo talento dà il meglio di sé quando si trova sotto pressione e viene messo alla prova: che il senso di rivalsa possa aumentarne l’agonismo anche in regular season, dove solitamente tende ad adagiarsi su una squadra già molto completa? Mescolando la sua incoscienza e arroganza giovanile con responsabilità pesanti sulle spalle, potrebbe venir fuori un MVP.
Chi sarà spinto da voglia di rivalsa è anche Giannis Antetokounmpo, reduce dalla seconda stagione consecutiva con problemi fisici ai Playoffs nonostante un biennio mostruoso. Su 136 gare con i Bucks negli ultimi due anni di Regular Season, The Greek Freak ha messo a referto di media 30.7 PTS, 11.6 REB, 6.1 AST, 1.0 STL e 1.0 BLK di media, tirando con il 62.2% da 2 punti. Uno sforzo tanto ineffabile quanto inutile, dato che ha saltato per intero il primo turno 2024 contro i Pacers e giocato senza interruzioni solo 2 delle 5 sfide contro i Miami Heat nel 2023 – entrambe eliminazioni immediate. Nonostante l’età media di squadra piuttosto alta, affinando la chimica con Lillard non ci sono però dubbi che i Bucks possano ritrovarsi ancora una volta al top della Eastern Conference, sperando per quest’anno di poter essere al completo anche ai Playoffs.
Jokic è invece ancora da considerarsi il favorito assoluto, e le quote lo confermano. La superstar dei Denver Nuggets è in questo momento il miglior giocatore della lega, ed è reduce da 4 stagioni in cui ha conquistato tre MVP e un titolo NBA. Il suo impatto sarà sicuramente tale da non poterlo escludere dai primissimi candidati, così come il numero di vittorie dei Nuggets – nonostante escano un po’ indeboliti non solo dai Playoffs, ma anche dall’offseason. Come ha dimostrato Embiid nel 2023, però, soffiargli il premio non è impossibile, ma per farlo è necessario superare i suoi sensazionali standard prestazionali.
C'è però chi, a nostro avviso, è nelle perfette condizioni per riuscirci. Shai Gilgeous-Alexander a 26 anni è nel picco della propria carriera, viene da una stagione al 2° posto nella corsa MVP e da 2 regular season consecutive sopra i 30+ punti di media a partita. Non solo è il migliore nel ruolo di point guard assieme a Doncic per distacco, ma ha anche dimostrato di poter guidare i suoi al successo tanto in stagione quanto ai Playoffs: i Thunder sono infatti una delle squadre più giovani della Lega nonché quella forse con più potenziale, dai quali ci si aspetta un ulteriore salto grazie alla crescita di Chet Holmgren e Jalen Williams, oltre alla presa importantissima di Alex Caruso via trade. Senza dimenticare che OKC è una delle squadre con più asset da utilizzare in eventuali scambi in termini di first-round pick, perciò un andamento positivo della stagione – al punto da sperare nell’anello – potrebbe portare a ulteriori rinforzi. Shai sarà ancora una volta il capobranco, con tantissimi punti nelle mani, un’efficienza fuori dal comune e un gioco esteticamente ineccepibile, come piace al pubblico NBA. I presupposti per l’exploit dei Thunder ci sono tutti.
PRONOSTICO
Per tutti questi motivi, la quota 6.75 proposta daSnai ci sembra perfetta per chi cerca garanzie e allo stesso tempo vuole puntare su un vincitore diverso rispetto a Jokic, considerando che l’MVP è un premio per il quale si tendono a evitare monopoli pluriennali simili. Tempo di cambiare? Se la risposta è affermativa, Shai Gilgeous-Alexander è il nome perfetto:
PRONOSTICO: ANTEPOST, MVP REGULAR SEASON 2024/25 SHAI GILGEOUS-ALEXANDER
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