L'analisi approfondita dei pro e contro dei pretendenti alla corona iridata alla pausa estiva
La solitudine dei leader: la velocità di Martín e la costanza di Ogura
La pausa estiva del Motomondiale certifica uno scenario senza precedenti storici: una lotta a cinque per la coronaracchiusa in appena 24 lunghezze. Al vertice della classifica svetta Jorge Martín (208 punti), la cui velocità pura in sella all'Aprilia ufficiale rappresenta il principale punto di forza; tuttavia, lo spagnolo patisce ancora improvvisi passaggi a vuoto e una gestione della pressione psicologica non impeccabile nei momenti cruciali della domenica. Il suo primo inseguitore è la strabiliante rivelazione Ai Ogura (194 punti) sulla RS-GP del team Trackhouse. Il giapponese vanta una micidiale costanza di rendimento e una conduzione magistrale degli pneumatici nella seconda metà di gara, che gli ha permesso di conquistare la storica vittoria ad Assen. Di contro, Ogura paga ancora una cronica difficoltà sul giro secco in qualifica, che lo costringe a rischiosissime rimonte dalle file posteriori, unite all'ovvia inesperienza nel gestire una volata iridata nella classe regina.
L'ombra del fuoriclasse: la rimonta furiosa di Marc Márquez
Al terzo posto della classifica generale, staccato di sole 18 lunghezze dalla vetta, ruggisce Marc Márquez (190 punti), autore di una progressione straordinaria a bordo della Ducati ufficiale. Il fuoriclasse di Cervera ha messo in mostra una fame agonistica d'altri tempi, concretizzata nel weekend perfetto del Sachsenring dove ha fatto bottino pieno dominando sia la Sprint sia la gara lunga. Il grande punto a favore del pacchetto di Márquez risiede nella sua immensa esperienza e nella capacità di esaltarsi nei corpo a corpo ravvicinati. L'unico vero elemento a sfavore è legato alla tenuta fisica e all'estremo rischio a cui si sottopone, avendo già pagato a caro prezzo nei mesi scorsi alcuni stop forzati a causa di interventi chirurgici. Se la Desmosedici ufficiale continuerà a garantirgli questa stabilità tecnica, lo spagnolo resta il cliente più scomodo e temibile per tutti i rivali della griglia.
La pattuglia italiana: le ambizioni iridate di Bezzecchi e Di Giannantonio
A chiudere il quintetto dei pretendenti si posiziona il duo tricolore composto da Marco Bezzecchi (186 punti) e Fabio Di Giannantonio (184 punti). Per "Bez", il passaggio all'Aprilia ufficiale ha evidenziato sprazzi di velocità assoluta, come testimoniato dalla pole position artigliata in Thailandia; il suo tallone d'Achille resta però l'eccessiva irruenza in partenza, costata carissimo in termini di zeri pesanti a causa di scivolate premature nei primi giri. Dal canto suo, Di Giannantonio sta raccogliendo i frutti di una solidità eccezionale con la Ducati del team VR46: la sua dote migliore è la lucidità nei duelli ravvicinati e la precisione chirurgica nei sorpassi. Il limite principale di "Diggia" risiede nella mancanza di quel guizzo vincente nei primissimi giri della Sprint, un deficit che lo obbliga a spendere troppe energie per ricucire il gap dai primi. Con metà campionato ancora da disputare, l'equilibrio è totale e la gestione degli errori farà la differenza.
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Egidio De Padova
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