L'infortunio di Haliburton crea un gap troppo grande da colmare per i Pacers, Gara 7 e le NBA Finals sono dei Thunder
Le NBA Finals 2025 si sono concluse con una spettacolare Gara 7 in cui gli Oklahoma City Thunder hanno superato gli Indiana Pacers per 103-91, conquistando il loro primo titolo NBA dalla relocation.
La partita è stata decisa da una difesa implacabile dei Thunder, guidata da un Chet Holmgren dominante con un record di 5 stoppate e da una prestazione valsa il Finals MVP di Shai Gilgeous-Alexander. Dall’altra parte, gli Indiana Pacers hanno dovuto fare i conti con l’infortunio drammatico di Tyrese Haliburton, che ha lasciato la squadra orfana della sua stella dopo soli sette minuti, mentre T.J. McConnell ha provato a tenere a galla i suoi con una prova di grande cuore e determinazione.
Una sfida intensa e ricca di emozioni che ha consacrato Oklahoma City come nuova regina della NBA.
Oklahoma City Thunder
Dopo un primo tempo equilibrato, i Thunder hanno costruito il successo con uno strappo decisivo a cavallo tra terzo e quarto quarto: un break di 16-2, alimentato da tre triple consecutive e dalla difesa asfissiante, ha permesso alla squadra di coach Mark Daigneault di volare fino al +22, indirizzando la partita e resistendo al tentativo di rimonta finale degli avversari.
Il leader tecnico è ancora una volta Shai Gilgeous-Alexander, eletto MVP delle Finals, che chiude con 29 punti, 12 assist e una sola palla persa fino a sette minuti dalla fine, disputando una delle partite più mature della propria carriera nonostante le brutte percentuali (8/27 dal campo, ma 11/12 ai tiri liberi). Con questa stagione, SGA entra in un club ristrettissimo: è solo il quarto giocatore nella storia NBA, insieme a Kareem Abdul-Jabbar, Michael Jordan e Shaquille O’Neal, a vincere nella stessa stagione il titolo di MVP della regular season, il titolo di capocannoniere, l’anello NBA e il premio di Finals MVP, un’impresa che lo consacra definitivamente nell’élite del basket mondiale
Fondamentale anche Jalen Williams (20 punti), ma la copertina difensiva è tutta per Chet Holmgren: il lungo ha firmato 18 punti con 6/8 dal campo, 8 rimbalzi e soprattutto 5 stoppate, nuovo record assoluto per una Gara 7 delle NBA Finals, superando mostri sacri come Kevin Garnett e Marvin Webster. Holmgren, reduce da un lungo stop per infortunio in stagione, si è confermato uomo chiave nella metà campo difensiva, con rotazioni, aiuti e intimidazione costante al ferro, come sottolineato anche da Gilgeous-Alexander nel post partita.
I Thunder hanno forzato 23 palle perse agli avversari, convertendole in 32 punti, e chiudono la stagione con 84 vittorie complessive, terzo miglior dato di sempre. Un trionfo costruito sulla profondità, sulla durezza mentale e su una difesa che ha saputo esaltarsi nel momento più importante.
Indiana Pacers
La Gara 7 dei Pacers è stata segnata in modo drammatico dall’infortunio di Tyrese Haliburton: dopo aver iniziato la partita con tre triple e 9 punti in appena sette minuti, la stella di Indiana è crollata a terra accusando una rottura del tendine d’Achille destro, lo stesso già infortunato in Gara 5. Haliburton, portato fuori dal campo tra le lacrime e sostenuto dai compagni, ha lasciato un vuoto tecnico e morale enorme, spegnendo in parte l’entusiasmo degli ospiti e costringendo coach Carlisle a rivoluzionare la rotazione.
In sua assenza, T.J. McConnell si è caricato la squadra sulle spalle con una prestazione di straordinario coraggio: il playmaker ha letteralmente tenuto a galla i Pacers nel terzo quarto, segnando 12 dei suoi 16 punti proprio nel momento di massimo break dei Thunder, risultando l’unico vero riferimento offensivo della squadra nella fase più delicata del match. McConnell ha dato tutto, sacrificando lucidità nel finale ma ricevendo l’applauso convinto di compagni e pubblico per la sua leadership e la capacità di non arrendersi mai.
Bennedict Mathurin è invece quello che ci ha creduto anche quando era finita: ha chiuso con 24 punti e 13 rimbalzi, segnando 16 punti nell’ultimo quarto per evitare che OKC dilagasse, mentre Pascal Siakam (16 punti) si è spento nella ripresa sotto la pressione difensiva avversaria e in assenza della point guard titolare.
Indiana, ancora a caccia del primo titolo NBA, esce sconfitta ma a testa alta, frenata solo dalla sfortuna e dall’assenza del suo leader tecnico nel momento più cruciale della stagione.
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