Moser è il ciclista italiano più vincente di sempre su strada: ecco alcune curiosità su di lui e sulla sua carriera professionale
Francesco Moser, ex ciclista su strada e pistard italiano, classe 1951, è considerato il ciclista italiano più vittorioso di sempre su strada, con 273 successi nel suo palmarès ufficiale. La sua carriera, durata quasi quindici anni, si è estesa tra il 1973 e il 1987, caratterizzandosi per la sua potenza straordinaria, che gli ha permesso di eccellere sia nelle classiche del nord sia nelle prove a cronometro, trasformandolo in una icona del ciclismo mondiale.
La vita e la carriera di Moser
Avvicinatosi al ciclismo per emulazione dei suoi fratelli, professionisti delle due ruote, Francesco Moser iniziò a correre relativamente tardi, a 18 anni, ma il suo talento naturale e la sua straordinaria dedizione lo portarono in poco tempo al professionismo: da dilettante corse nella squadra toscana della Bottegone e partecipò con la selezione italiana ai Giochi del Mediterraneo di Smirne nel 1971, vincendo la medaglia d’argento in linea, e ai Giochi olimpici di Monaco di Baviera nel 1972; passato al professionismo nel 1973 con la Filotex di Waldemaro Bartolozzi, affiancato dal fratello Aldo, si aggiudicò subito la tappa fiorentina del Giro d’Italia.
I primi risultati di Moser da professionista risalgono al 1975, quando Moser vinse il Giro di Lombardia e si laureò campione italiano nel Trofeo Matteotti di Pescara; inoltre, in quell’anno prese parte al suo primo ed unico Tour de France, piazzandosi al settimo posto nella classifica generale con due vittorie di tappa, a Charleroi e Angoulême.
Nel corso della sua carriera, Francesco Moser risultò quasi imbattibile nelle corse di un giorno e nelle prove contro il tempo e conquistò diversi titoli: tra i Grandi Giri, il Giro d’Italia del 1984; nelle Classiche Monumento, invece, vinse 3 Parigi-Roubaix consecutive (1978, 1979 e 1980), record italiano nella Regina delle Classiche, 2 Giri di Lombardia (1975 e 1978) e la Milano-Sanremo del 1984; a questi si aggiungono altre vittorie importanti, come 3 campionati italiani su strada (1975, 1959 e 1981), il campionato del Mondo su pista nell’inseguimento nel 1976 e il campionato del mondo su strada del 1977.
Alcune curiosità su Francesco Moser
Scopriamo insieme alcune curiosità sull’ex ciclista:
- Le due ruote? Un affare di famiglia. Francesco Moser nacque a Palù, frazione del comune trentino di Giovo, da una famiglia modesta e numerosa: era infatti uno dei dodici figli maschi e cinque femmine di Cecilia Simoni e Ignazio Moser, contadino e maniscalco. La passione per il ciclismo è questione di DNA: anche i suoi fratelli Enzo, Diego e Aldo erano, infatti, ciclisti professionisti, e da loro Francesco ha ereditato questo amore per le due ruote, iniziando però a gareggiare abbastanza tardi per gli standard attuali, ma recuperando in pochissimo tutto il tempo perso.
- Moser lo Sceriffo. Francesco Moser è soprannominato lo Sceriffo per la sua determinazione sulle due ruote e per la sua autorevolezza in gruppo, oltre alla straordinaria capacità di dettare il ritmo e tenere la situazione sotto controllo, come capo e leader del team.
- Il record dell’ora. Era il 23 gennaio del 1984 quando Moser compì una storica impresa a Città del Messico, superando il record di Eddy Merckx e stabilendo il nuovo primato di 51,151 km, poi migliorato nello stesso anno: l’UCI classificò questa prestazione come la miglior prestazione umana sull’ora, risultato rivoluzionario anche per l’approccio scientifico e l’uso di tecnologie all’avanguardia, come le ruote lenticolari e un manubrio innovativo.
- La rivalità con Saronni. La carriera professionistica di Francesco Moser fu particolarmente segnata dall’accesa rivalità con Giuseppe Saronni: i due campioni hanno diviso radicalmente l’Italia del ciclismo in due fazioni contrapposte. Diversi sia nelle caratteristiche ciclistiche che nel carattere, la loro competizione era accesa sia nelle corse che fuori, ma è andata scemando negli anni, e i due hanno dimostrato grande rispetto reciproco.
- Moser dopo il ritiro. Ritiratosi dall’agonismo nel 1987, Moser è tornato alle origini: si è dedicato con successo all’attività di viticoltore, gestendo l’azienda vinicola di famiglia, il Maso Villa Warth, sulle colline trentine, attività in cui è aiutato dai suoi figli Francesca, Carlo e Ignazio. Ma non ha abbandonato completamente le due ruote: infatti, è stato anche il primo presidente della CPA, l’Associazione Corridori Professionisti, carica che ha ricoperto dal 1999 al 2007.
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