Mašulović ha iniziato una nuova avventura della sua carriera agonistica: dalla Superlega italiana alla SuperLeague russa
Veljko Mašulović, classe 2002. Giovane pallavolista serbo, di ruolo opposto, attualmente in forza nel team della Nova Novokuybyshevsk, nel campionato russo. Nato e cresciuto in una terra come quella serba, incastonata nel cuore della penisola balcanica, capace di sfornare talenti sportivi con grande regolarità, rappresenta uno dei profili più futuribili e devastanti del panorama continentale. Con i suoi 203 centimetri di altezza, accompagnati da una coordinazione invidiabile e un braccio sinistro armato di rara potenza, Mašulović ha saputo conquistare le platee più esigenti d’Europa: dopo essersi consacrato in Italia sotto la volta della Superlega con la maglia della Pallavolo Padova, a inizio 2026 l’atleta ha spiccato il volo verso nuove frontiere professionali, trasferendosi nella ricca e competitiva SuperLeague russa.
La vita e la carriera di Mašulović
Nato e cresciuto a Niš, storica città della Serbia meridionale, Veljko Mašulović respira aria di sport d’alto livello fin dalla nascita: la sua non è stata tanto una scelta, ma un destino scritto nei geni. Muove i primissimi passi nel volley nel club locale del Desetka, ma l’ambiente domestico è stato fondamentale: Veljko è infatti il fratello minore di Nemanja Mašulović, centrale classe 1995 ben noto agli appassionati del volley italiano per la sua militanza nella Powervolley Milano.
Crescere all’ombra di un fratello maggiore già professionista e nel giro della Nazionale maggiore potrebbe essere difficile per qualcuno, ma per Veljko ha rappresentato lo stimolo ideale: Nemanja è sempre stato il suo punto di riferimento, il suo primo allenatore e il suo modello essenziale. Anche oggi che entrambi sono professionisti i due fratelli condividono non solo i consigli sul campo, ma anche l’onore di vestire contemporaneamente la prestigiosa maglia della Nazionale serba.
Il talento cristallino di Veljko Mašulović non passa inosservato: appena diciassettenne, viene notato dagli scout della Stella Rossa di Belgrado, una delle polisportive più gloriose e blasonate del mondo; è qui che milita tra il 2019 e il 2021, un biennio fondamentale per completare lo sviluppo fisico e per imparare a gestire le pressioni dei grandi palcoscenici.
Nel 2021, infatti, desideroso di accumulare minutaggio, Veljko Mašulović decide di fare rientro a casa, per vestire la maglia dell’OK Niš per la stagione 2021-2022; ma la vera consacrazione nel campionato serbo giunge con il successivo trasferimento allo Spartak Subotica, dove il suo talento esplode definitivamente, trascinando la squadra alla conquista della BVA Cup nel 2023.
Queste straordinarie prestazioni attirano i radar dei direttori sportivi di tutta Europa: così, a giugno del 2024, la Pallavolo Padova si aggiudica le sue prestazioni e lo porta a giocare in Superlega. Nonostante la giovane età, Veljko dimostra una maturità tattica sorprendente: dopo una prima stagione di adattamento, la società lo conferma per l’annata 2025-2026, durante la quale diventa il terminale offensivo di riferimento della squadra veneta. Ma, a febbraio del 2026, il Nova Novokuybyshevsk decide di puntare su di lui e portarlo in Russia.
Alcune curiosità su Veljko Mašulović
Ecco alcune curiosità sul pallavolista serbo Mašulović:
Fuori dal campo. Fuori dai palazzetti e lontano dal taraflex, Veljko Mašulović è un ragazzo semplice ed estremamente tranquillo, legato alle tradizioni della sua terra e ai valori semplici. Chi ha vissuto con lui nello spogliatoio di Padova lo descrive come un ragazzo solare e silenzioso, che ama iniziare la giornata con il lunghissimo rito del caffè serbo, un momento che usa per concentrarsi o per chiamare la famiglia a Niš. Sul suo profilo Instagram ufficiale, Mašulović ama condividere scatti dei suoi viaggi, ma soprattutto immagini che lo ritraggono davanti al mare o immerso nei paesaggi della sua amata Serbia
Mancino di braccio. Nel volley moderno, gli schiacciatori e gli opposti mancini sono merce rarissima e preziosa, ma Veljko ha confessato in un’intervista che da piccolo gli allenatori provarono a correggerlo e costringerlo ad usare il braccio destro; ma fortunatamente la sua natura ha avuto la meglio, trasformando quel braccio sinistro nel suo marchio di fabbrica più letale.
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