Pantani è uno dei nomi più grandi del ciclismo del XX secolo; sul suo declino e sulla sua morte ci sono ancora diversi misteri
Marco Pantani, nato a Cesena nel 1970 e morto a Rimini nel 2004, è uno dei maggiori ciclisti del XX secolo; la sua carriera professionistica va dal 1992 al 2003, e nel corso di un decennio entra nella storia come uno dei pochi atleti che hanno conseguito la doppietta Giro d’Italia-Tour de France, conseguita nel 1998: prima di lui solo Fausto Coppi, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Stephen Roche e Miguel Indurain, e dopo di lui Tadej Pogačar.
La vita e la carriera di Pantani
Nato a Cesena, secondogenito di Ferdinando Pantani, detto Paolo, e Tonina Belletti, che aveva un chiosco di piadine e crescioni sul lungomare di Cesenatico, Marco Pantani trascorse una gioventù serena, tra piade e calcio: grande tifoso del Cesena e del Milan, non amava studiare, ma si buttò con tutto se stesso nello sport, nella caccia e nella pesca, insieme al papà e al nonno. Proprio dal nonno Pantani ricevette la sua prima bicicletta: fu amore a prima vista e da lì partì tutto. Iscrittosi al Gruppo Ciclistico Fausto Coppi di Cesenatico, iniziò a riportare subito i primi successi. Ma arrivarono anche i primi incidenti, che segnarono profondamente la sua carriera.
Dopo aver vinto il Giro d’Italia dei Dilettanti, nel 1992 Pantani approdò al professionismo; la sua esplosione tra i professionisti avvenne nel 1994, quando si classificò secondo al Giro e terzo al Tour de France.
Professionista tra il 1992 e il 2003, Marco Pantani ottenne in tutto 46 vittorie in carriera; l’anno d’oro è stato il 1998, quando ha conquistato la doppietta Giro d’Italia-Tour dde France. La sua attività agonistica fu costellata di conquiste e imprese epiche, ma anche difficoltà e controversie; dopo aver raggiunto l’apice, nel 1999 venne escluso dal Giro d’Italia a seguito di un controllo ematocrito: da qui inizia il lento ma inesorabile declino.
Caduto in depressione, Pantani morì in circostanze mai del tutto chiarite il 14 febbraio del 2004 a Rimini, per intossicazione acuta da cocaina e psicofarmaci antidepressivi, che avrebbe causato un edema polmonare e cerebrale. Ancora oggi sono dibattute le circostanze della morte, così come quelle relative alla sua esclusione dal Giro del 1999.
Alcune curiosità su Pantani
Andiamo alla scoperta di alcune curiosità sul ciclista Marco Pantani:
- Un’icona dello sport. Marco Pantani è considerato uno dei più grandi scalatori di tutti i tempi: Il Pirata, come veniva chiamato per il suo look caratteristico con bandana e orecchino, è diventato celebre per le sue imprese, la sua forza e il suo spirito combattivo. Ma la storia del suo lento declino lo ha portato a diventare anche simbolo della fragilità e della crudeltà del mondo moderno e di come la popolarità possa farti passare dall’oggi al domani da un idolo ad un reietto: la duplice faccia della medaglia della fama, che può essere contemporaneamente sia una benedizione che una maledizione.
- Una curiosità alimentare. Si dice che, quando faceva colazione prima delle gare, Pantani mangiasse piatti di pasta condita con confetture di frutta! Un’abitudine curiosa che simboleggiava per il suo staff il suo buonumore e le buone sensazioni prima di una corsa.
- L’incidente del 1995. Nel 1995, Marco Pantani e altri ciclisti furono investiti da un’auto che procedeva contromano durante una caduta in discesa nella Milano-Torino: il Pirata riportò gravi ferite, che misero addirittura in discussione la sua capacità di tornare a camminare.
- Il mistero della morte. Dopo la sua morte, sono emerse diverse ipotesi: ancora non è certo se si sia trattata di una overdose volontaria o accidentale, o se si sia trattato di omicidio. Si parla di complotto organizzato dalla camorra, che avrebbe scommesso contro di lui in un giro di scommesse clandestine.
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