Sta dividendo il popolo rossonero, tra chi crede ancora nel suo talento da far esplodere e chi lo vorrebbe con la valigie pronte già domani mattina.
Il rapporto tra Rafa Leao e il Milan si sta incrinando sempre di più, partita dopo partita. Se il mancato avvicinamento alla panchina durante il cooling break di Lazio-Milan sembrava solamente un caso isolato, la sua camminata verso gli spogliatoi mentre i compagni prendevano i fischi sotto la Sud dopo Milan-Liverpool e la mancata esultanza al gol di Gabbia nel Derby iniziano ad essere segnali sempre più evidenti.
Leao non sembra più innamorato del Diavolo ed è un sentimento reciproco.
C’è ancora una stagione intera per recuperare e dimostrare che non è così, ma impegno e dedizione sono due elementi che non dovrebbero mai mancare in un giocatore che ha il compito di trascinare la sua squadra ai grandi successi.
Sono già 5 anni che veste la maglia rossonera, è giusto che i tifosi pretendano il massimo quando scenda in campo. Eppure, nel lontano 2019, pareva destinato all’altra sponda di Milano. Sì, avete capito bene: Leao sarebbe dovuto andare all’Inter.
Un retroscena svelato da Piero Ausilio qualche mese fa in un’intervista ai microfoni di Calciomercato.com
“È vero, Leao è stato vicino all'Inter. Molto molto vicino. Avevamo l'accordo con il Lille, un accordo trovato piuttosto in fretta in un incontro a Londra. Poi non abbiamo portato avanti l'accordo, con il ragazzo non siamo neanche arrivati a parlare in maniera troppo approfondita”.
Bisognava, infatti, convincere l’allora allenatore dell’Inter.
“Era il 2019-20, il primo anno di Antonio Conte sulla panchina dell’Inter. Il tecnico salentino non era del tutto soddisfatto della campagna di rafforzamento ed era inoltre innervosito dal fatto che la sua prima richiesta di mercato tardasse ad arrivare, ovvero Romelu Lukaku, dallo United. Troppa distanza tra domanda e offerta, la cosa andava per le lunghe e si respirava una strana aria. Nel frattempo portavo avanti piste parallele, non per forza alternative. Tra queste, per l’appunto, quella relativa a Rafa Leao. Appuntamento a Londra con il proprietario del Lilla e stretta di mano. Bene, la cosa si fa, bisogna solo informare il mister, cioè Conte”.
E Conte, ovviamente, disse di no.
“Al rientro a Milano, la sorpresa: al solo udire il nome di Leao, Antonio Conte diventa scuro in volto e cambia tono di voce. Da parte del tecnico salentino arriva il secco no al calciatore e la pretesa di interrompere le trattative. Lukaku o morte, tutto su di lui. Ausilio provò a farlo ragionare dicendogli che sarebbero arrivati entrambi, che era solo questione di tempo e di iniziare a lavorare con Leao. Ma la posizione di Conte non si spostò di un millimetro, il tecnico salentino aveva già visualizzato il futuro ed era certo, in cuor suo, che una volta investito su Leao, la proprietà non avrebbe avuto la possibilità di produrre altri sforzi e che alla fine Lukaku non sarebbe mai arrivato”.
E il tempo gli diede ragione.
“Conte scommise tutto su Romelu e alla fine i fatti gli diedero ragione. La conferma si ebbe nel mese di agosto, quando ad Appiano arrivò il chiaro messaggio della famiglia Zhang: stop alle trattative per Lukaku, lo United chiede troppo e non intendiamo accontentarli. Al fine di ammorbidire la netta presa di posizione della proprietà fu necessario un clamoroso colpo di teatro: allenatore e parte della dirigenza andarono dal presidente a minacciare le dimissioni. Zhang fece un passo indietro e Ausilio, con qualche milione di euro in più in tasca, andò a chiudere l’operazione con i Red Devils. Fosse arrivato Leao, neanche le bombe avrebbero convinto Zhang a rivedere la propria posizione”.
Chissà come è andata in universo parallelo in cui Conte avesse deciso di accontentarsi di Leao e di lasciar perdere le trattative per il suo pupillo.