Larizza ha alle spalle una carriera tra gavetta, successi e massima serie: ecco il suo identikit e la sua evoluzione
Jacopo Larizza, classe 1998; nato e cresciuto a Macerata, è un pallavolista di ruolo centrale, attualmente in forza nella Vero Volley Monza. Uno dei volti più completi della pallavolo maschile italiana, si è imposto all'attenzione dei principali addetti ai lavori grazie a doti fisiche straordinarie: ben 204 centimetri di altezza per un fisico statuario, nel panorama della Superlega italiana, Larizza ricopre il ruolo strategico di centrale, una posizione che richiede non solo doti atletiche come reattività a muro e rapidità d’esecuzione, ma anche una notevole intelligenza tattica nel leggere le intenzioni degli avversari.
La vita e la carriera di Larizza
La parabola professionale di Jacopo Larizza racconta una storia fatta di sacrificio, duro lavoro e tappe conseguite nei tempi giusto; cresciuto nel florido vivaio della Lube Macerata tra il 2013 e il 2015, il giovane centrale fa le sue primissime esperienze formative in Serie B2 con la Paoloni Appignano, prima di compiere il grande salto nel volley che conta passando alla rinomata Cucina Lube Civitanova: aggregato alla prima squadra per la stagione 2016-2017, Larizza approda ufficialmente nella massima serie del campionato italiano di volley. L’esordio in Serie A1 è per lui un grande traguardo, ma, consapevole della necessità di accumulare minuti in campo per affinare la tecnica, decide poi di intraprendere un percorso formativo in Serie A2.
Così, Jacopo Larizza gioca tre stagioni consecutive tra la GoldenPlast Potenza Picena e la Kemas Lamipel Santa Croce, mettendosi in luce come uno dei migliori prospetti italiani nel suo ruolo; le sue ottime prestazioni convincono la dirigenza di Civitanova a richiamarlo alla base per la stagione 2020-2021, che si rivela un’annata memorabile per lui e per la squadra, che si fregia della conquista sia dello Scudetto che della Coppa Italia. Larizza inizia così a respirare la stessa aria dei grandissimi campioni.
Ma la sua sete di crescita e di minutaggio lo riporta a cercare esperienze altrove: nel 2021-2022 si trova a giocare all’Olimpia Bergamo in Serie A2, dove vince la Supercoppa di categoria, prima di tornare stabilmente in Superlega prima con la Gioiella Prisma Taranto e poi con la Powervolley Milano.
L’approdo alla MINT Vero Volley Monza per il campionato 2025-2026 ne ha consacrato lo status di atleta esperto ed affidabile, capace di collezionare ben 30 presenze stagionali arricchite da 66 punti complessivi, prima della conclusione del rapporto consensuale annunciata nel maggio del 2026.
Alcune curiosità su Jacopo Larizza
Ecco alcune curiosità sul pallavolista italiano Jacopo Larizza:
- Geni di famiglia. Al di là dei numeri e delle conquiste sui campi da gioco, la vita privata di Jacopo Larizza rivela un legame viscerale e indissolubile con lo sport, scritto direttamente nel suo DNA familiare; la passione per il volley è infatti un autentico affare di famiglia: sua madre è Pamela Braccialarghe, storica giocatrice del Cus Macerata che ha giocato nei campi della massima serie nazionale. Proprio lei ha trasmesso a Jacopo la passione per questo sport, portando lui e il fratello a provare il minivolley all’età di appena 6 anni.
- Un passato nel basket. Ma, nonostante l’eredità diretta, la strada verso il taraflex non è stata così lineare. Durante la sua adolescenza, infatti, Larizza ha coltivato a lungo un’altra enorme passione sportiva: quella per il basket, che ha praticato per diversi anni con ottimi risultati, sfruttando le sue naturali doti d’altezza. Solo raggiunti i 12 anni ha preso la decisione definitiva di abbandonare il basket e dedicarsi interamente alla pallavolo, scelta vincente visto quello che è successo poi.
- Una curiosità sulla sua vita privata. La vita di Jacopo Larizza è stata segnata anche da momenti di profonda commozione: il momento più toccante della sua parabola sportiva risale al 25 aprile del 2021 quando, mentre i compagni festeggiavano la vittoria dello scudetto con Civitanova, lui è esploso in un pianto liberatorio, seduto in disparte. Poco tempo prima, infatti, aveva perso prematuramente il papà Umberto, persona stimatissima a Porto Potenza per il suo costante impegno come volontario nella Croce Rossa: quella vittoria fu interamente dedicata alla sua memoria, episodio che commosse tutto il palazzetto e tutti gli appassionati di volley.
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