Girardengo è stato il primissimo campione della storia del ciclismo italiano: scopriamo di più su di lui
Costante Girardengo, nome di battesimo all’anagrafe Costantino Girardengo, è stato un campione del ciclismo italiano; anzi, ancora di più: è stato il primo campionissimo della storia del ciclismo italiano. Nato a Novi Ligure alla fine dell’Ottocento, nel 1893, morì a Cassano Spinola, comune della provincia di Alessandria, nel 1978. Girardengo è stato ciclista professionista per un ventennio, tra il 1912 e il 1936, accumulando vittorie e titoli..
La vita e la carriera di Girardengo
Primo vero campione del ciclismo italiano, Costante Girardengo ha segnato, con le sue imprese, la storia del ciclismo e dello sport in generale, nell’epoca pionieristica del XX secolo, prima dell’avvento di nomi come Fausto Coppi e Gino Bartali, sia nelle gare italiane sia nelle competizioni internazionali.
La ventennale carriera del talento cristallino di Girardengo fu caratterizzata da una dedizione maniacale al ciclismo: il Gira, come veniva chiamato affettuosamente dai tifosi, si impose come un ciclista completo, capace di dominare sia nelle corse a tappe sia nelle classiche di un giorno.
Dopo aver debuttato tra i professionisti nel 1913 come gregario, Girardengo emerse rapidamente: conquistò subito il primo dei 9 campionati italiani consecutivi vinti nel corso della sua carriera (1913, 1914, 1919, 1920, 1921, 1922, 1923, 1924 e 1925), interrotto solo nel corso della Prima Guerra Mondiale, e da lì ha conquistato un palmares ineguagliabile in Italia, riuscendo nell’impresa di vincere tutte le gare più importanti del calendario tricolore, guadagnandosi così il soprannome di campionissimo.
Nel corso della sua carriera professionistica, infatti, Costante Girardengo, oltre ai 9 campionati italiani, ha conquistato il fior fiore delle gare: 2 Giri d’Italia (1919 e 1923), 6 Milano-Sanremo (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928), 3 Giri di Lombardia, 3 Giri del Piemonte, 5 Milano-Torino e 5 Giri dell’Emilia.
Alcune curiosità su Costante Girardengo
Ecco alcune curiosità sul campionissimo:
- Il bandito e il campione. La figura di Girardengo è circondata da un alone di leggenda; tra questi, l’aneddoto più conosciuto riguarda la sua amicizia con Sante Pollastri, noto anarchico e bandito della sua stessa zona: si narra che il ciclista avesse conosciuto Pollastri a Parigi, dove si era rifugiato per sfuggire alla cattura, in occasione di una Sei giorni. Questo rapporto tra i due ispirò anche la canzone di Francesco De Gregori, Il bandito e il campione: Vai, Girardengo, vai grande campione, / nessuno ti segue su quello stradone! / Vai Girardengo, non si vede più Sante / è sempre più lontano, è sempre più distante!. Inoltre, è ricordata anche nella miniserie televisiva Rai La leggenda del bandito e del campione, nel libro di Marco Ventura Il Campione e il bandito (2006), e nel film Sansone e la ladra di atleti (1919), diretto da Amedeo Mustacchi, primo film a soggetto sportivo nella storia del cinema italiano.
- Girardengo sulla bicicletta. Noto per la tenacia e la determinazione con cui gareggiava sulle due ruote, Costante Girardengo ha dimostrato in moltissime occasioni questa sua indole: nel corso del Giro d’Italia del 1914, per esempio, nonostante avesse forato più volte e avesse dovuto affrontare condizioni proibitive, continuò a lottare fino allo stremo, sopportando dolori e fatica.
- Dopo il ritiro. Una volta appesa la bicicletta al chiodo, nel 1936, Costante Girardengo ha continuato a vivere per le due ruote: infatti, è diventato allenatore e si è dedicato alla produzione di biciclette con il suo nome, trasmettendo le sue conoscenze e la sua esperienza alle generazioni successive. La sua memoria è celebrata anche nella Walk of Fame dello sport italiano dal 2015.
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