Il ritorno di Roberto Mancini in Nazionale: motivazioni, tappe burocratiche e retroscena del "Mancini-bis"
Il mosaico che riporta Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana si sta componendo in ogni suo dettaglio. Non si tratta più di semplici indiscrezioni o di proiezioni dei bookmaker, ma di una trattativa concreta giunta ormai alle sue battute finali. Questo secondo capitolo della storia tra il tecnico di Jesi e i colori azzurri poggia su solide basi burocratiche e, soprattutto, su una profonda spinta emotiva da parte dell'allenatore.
L'addio al Qatar e la risoluzione con l'Al-Sadd
Il primo, fondamentale tassello per rendere possibile il ritorno è andato ufficialmente al suo posto nella serata di sabato 13 giugno. Con una nota ufficiale, il club qatariota dell'Al-Sadd ha formalizzato la separazione consensuale da Roberto Mancini.
L'esperienza nel Golfo Persico è durata in tutto solo pochi mesi, dato che il tecnico italiano era subentrato in corsa nel novembre del 2025. Nonostante il breve periodo a disposizione, Mancini è riuscito a lasciare il segno conquistando il campionato locale. La fine del rapporto è avvenuta in totale serenità, tanto che la società di Doha ha voluto congedare l'allenatore pubblicamente, pubblicando sui propri canali social un video celebrativo di ringraziamento e augurandogli il meglio per la sua prossima ed imminente sfida professionale.
La spinta emotiva: l'azzurro nel cuore e il ricordo di Vialli
Risolto il vincolo contrattuale che lo legava all'Al-Sadd, per Mancini la strada verso Coverciano è ora del tutto spianata. A spingere per questa soluzione è stato in primis lo stesso allenatore, mosso da motivazioni personali molto profonde. Mancini non ha mai nascosto, anche durante le sue esperienze all'estero, che guidare la Nazionale sia stata l'avventura più significativa, viscerale ed emozionante dell'intera sua carriera da tecnico.
Rimettersi la giacca azzurra significa riallacciare il filo con una storia bruscamente interrotta e, soprattutto, ritrovare l'essenza dello straordinario trionfo a Euro 2021. Quella cavalcata trionfale, vissuta fianco a fianco con l'indimenticato amico fraterno Gianluca Vialli, viene posizionata da Mancini un gradino sopra a qualsiasi trofeo conquistato nei club, compresi i titoli nazionali vinti in Italia e in Inghilterra. Il legame emotivo con quel gruppo e con quel ricordo è rimasto intatto, nonostante la brusca e sorprendente rottura avvenuta nell'estate del 2023, nata da forti incomprensioni con l'allora presidente della FIGC Gabriele Gravina che spinsero il tecnico verso le dimissioni e la successiva parentesi come CT dell'Arabia Saudita.
Le tappe verso l'ufficialità: l'incognita delle elezioni FIGC
Sebbene lo scenario sia ormai delineato e non vi siano più dubbi sostanziali su chi sarà la guida dell'Italia per i prossimi anni, per l'annuncio ufficiale bisognerà pazientare ancora qualche giorno. Tutto il processo è infatti subordinato alla definizione della nuova governance del calcio italiano.
Lunedì 22 giugno sono in programma le elezioni della FIGC per la presidenza federale. Roberto Mancini rappresenta la primissima scelta e il perno del programma di rilancio di Giovanni Malagò, che parte come grande favorito nella corsa elettorale per la successione al dimissionario Gravina. Lo sfidante di Malagò sarà Giancarlo Abete, ma l'orientamento generale della Federazione sembra ormai chiaro. L'unica vera alternativa teorica sul tavolo sarebbe stata quella di Antonio Conte, il quale però appare intenzionato ad attendere altre opportunità, preferendo per il momento la panchina di un club rispetto a un ritorno a tempo pieno a Coverciano.
Di conseguenza, la ratifica formale del nuovo contratto quadriennale (che dovrebbe legare Mancini alla Nazionale fino al 30 giugno 2030 per una cifra vicina ai due milioni di euro a stagione) e il definitivo annuncio alla stampa del "Mancini-bis" saranno, a tutti gli effetti, i primissimi atti ufficiali compiuti dal nuovo presidente federale subito dopo il responso delle urne del 22 giugno. Da quel momento in poi, l'attenzione si sposterà nuovamente sul campo, con la Nations League di settembre che vedrà l'Italia opposta a Francia, Belgio e Turchia.
Egidio De Padova
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