Il calcio in 3D: come la BBC sta trasformando i Mondiali 2026 in un trip videoludico
Sulla pagina della BBC che segue la diretta dei Mondiali 2026 c’è un piccolo tasto che sembra innocuo: "Experience this match in 3D". Cliccarci sopra significa abbandonare il calcio per come lo conosciamo ed entrare in un limbo sospeso tra l'ossessione tattica alla Football Manager e i deliri filosofici sulla simulazione di Jean Baudrillard.
Ma di cosa si tratta esattamente? La BBC ha i diritti per trasmettere il Mondiale in modo tradizionale (in 2D, sul divano). Questa funzione è invece una strana zona grigia: una riproduzione fedele ma totalmente artificiale di un evento reale che sta accadendo in quello stesso istante.
Come funziona la "Fifa World Cup 3D experience"
Dietro a una grafica che a prima vista può sembrare grezza e approssimativa c'è in realtà un mostro tecnologico. L'ambiente virtuale si appoggia sui dati del fuorigioco semi-automatico della FIFA:
Hardware sul campo: 16 telecamere Hawk-Eye (Sony) capaci di registrare 100 fotogrammi al secondo.
Tracciamento totale: Il sistema monitora costantemente la posizione di pallone, arbitro e dei 22 giocatori.
Flusso dati in tempo reale: Migliaia di coordinate matematiche vengono digerite all'istante e trasformate nel motore grafico di un videogioco dei primi anni 2000.
L'utente ha il pieno controllo dell'inquadratura. Può scegliere la modalità Broadcast (che imita la regia classica) o la modalità Tattica, una gioia per i "nerd" della lavagna che permette di zoomare, ruotare la visuale a 360° e studiare i movimenti dei blocchi di squadra.
Il fattore perturbante: la prima persona (POV)
Se la modalità tattica attira gli analisti, a far impazzire i social è stata la funzione più bizzarra e inquietante: la visuale in prima o terza persona. Potete letteralmente scegliere un calciatore e guardare la partita attraverso i suoi occhi.
È così che è stato possibile vivere il primo gol mondiale di Lamine Yamal contro l'Arabia Saudita, o l'esperienza ravvicinata (e terrificante) del portiere dell'Iraq mentre Erling Haaland gli piombava addosso alla velocità di un treno in corsa.
Un'esperienza onirica (e per stomaci forti) Il risultato visivo è a metà tra un film di David Lynch e FIFA 98. Mancano i dettagli emotivi: gli spalti sono vuoti (il sistema non può tracciare 60mila tifosi) e gli sguardi dei calciatori digitali sono vuoti, privi del "sentimento" della giocata. Il risultato è a tratti grottesco, come quando l'australiano O'Neill è andato a toccare il polpaccio dell'arbitro Zwayer, creando una clip diventata immediatamente un meme virale.
Futuro del calcio o esperimento passeggero?
La tecnologia dietro questo esperimento è sviluppata da Immersiv.io, la stessa azienda che lavora sulla realtà mista di Apple Vision Pro. Questo apre la strada a scenari futuri inevitabili: quanto manca prima di poter giocare i Mondiali in prima persona con un visore?
Le evoluzioni possibili si muovono su due binari:
- Il video volumetrico: Il CEO di Immersiv.io promette che in futuro non vedremo più una ricostruzione virtuale (un avatar), ma un vero e proprio "video 3D". Come nella famosa scena di Matrix, potremo muoverci dentro l'azione mentre il tempo scorre rallentato.
- Supporto al VAR: Questa tecnologia potrebbe rivoluzionare l'arbitraggio. Guardare un contatto sospetto (come quello tra Madio Sane e Mbappé in Senegal-Francia) direttamente dagli occhi dei protagonisti potrebbe eliminare ogni dubbio sui falli d'area.
Per ora, la 3D Experience resta un esperimento affascinante, un po' rozzo ma magnetico, confinato agli utenti nel Regno Unito. Se vi capita di trovarvi da quelle parti, il consiglio è uno solo: selezionate una partita di Haiti e godetevi novanta minuti in prima persona nei panni del difensore titolare Martin Experience. Ne varrà la pena.
Egidio De Padova
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