Argilagos, figlio d’arte, ha seguito le orme del padre e sta realizzando il suo sogno: quello di raggiungere le vette della Superlega
Bryan Argilagos, classe 2007. Giovanissimo pallavolista italiano, nato e cresciuto a San Donà di Piave; di ruolo palleggiatore, 26 gennaio 2007) è un pallavolista italiano, palleggiatore, attualmente fa parte del roster del Cuneo Volley. Figlio d’arte, la sua è una di quelle storie in cui la genetica traccia una rotta quasi inevitabile: suo padre Alexeis è stato un giocatore di pallavolo e da lui ha ereditato la passione per il volley e, perché no, anche il talento. Alto due metri esatti, statura imponente che sta ridefinendo i canoni del palleggiatore contemporaneo, Bryan Argilagos incarna perfettamente la fusione tra l’esplosività e la creatività della scuola cubana e la disciplina tattica e l’organizzazione di quella italiana.
La vita e la carriera di Argilagos
La crescita e la maturazione sportiva di Bryan Argilagos si compie nel florido vivaio del Treviso Volley, uno dei vivai d’eccellenza per lo sviluppo dei giovani talenti in Italia: qui trascorre 5 stagioni, nel corso delle quali brucia letteralmente le tappe, dimostrando una maturità e una leadership fuori dal comune per la sua giovanissima età, guidando la squadra nel campionato di Serie B e mettendosi in mostra nelle finali nazionali giovanili.
I successi non tardano ad arrivare anche fuori dai confini nazionali: entrato stabilmente nel giro delle selezioni giovanili azzurre, infatti, nel 2023 Bryan Argilagos si laurea Campione d’Europa Under-17, mentre l’anno successivo, nel 2024, conquista la medaglia d’argento ai Campionati Europei Under-18 in Bulgaria.
Nel giro di poco tempo, il nome di Bryan Argilagos fa il giro degli addetti ai lavori: così, a giugno del 2025, a soli 18 anni appena compiuti, arriva la chiamata che cambia la vita, quella del Perugia, uno dei club più forti della Superlega e del continente europeo, che decide di portarlo in prima squadra, a giocare tra i grandi del campionato più bello e più difficile del mondo.
Così, appena maggiorenne, Argilagos si trova a saltare dalla Serie B alla Superlega: è un po’ come andare all’Università dopo il diploma di maturità, un’esperienza che ti fa tremare al solo pensiero. Ma lui, davanti a delle icone assolute come il capitano azzurro Simone Giannelli, non trema: vuole solo crescere e entrare anche lui in quelle gerarchie, sempre con l’umiltà che lo caratterizza.
La stagione 2025-2026 è memorabile: Bryan Argilagos fa il suo esordio da titolare in Superlega il 9 novembre del 2025, scendendo in campo contro il Piacenza in sostituzione proprio dell’infortunato Giannelli. Dopo un po’ di tentennamenti, sfodera una prestazione importante, che lo porta alla vittoria al tie-break. Più in là, in Champions League, durante un quarto di finale infuocato, mette a segno un muro decisivo su una leggenda come Osmany Juantorena. Al termine dell’annata, il suo palmarès è già da veterano: Mondiale per Club, Supercoppa Italiana e la prestigiosa Champions League.
Ma Perugia è solo il primo passo del suo processo di crescita: a giugno del 2026, infatti, Argilagos firma per il Cuneo Volley un contratto biennale valido fino al 2028. Inizia per lui una nuova sfida stimolante: chissà dove lo porterà?
Alcune curiosità su Bryan Argilagos
Scopriamo insieme alcune curiosità sul giovanissimo pallavolista:
- La pallavolo? Un affare di famiglia. Per Argilagos la pallavolo è sicuramente un affare di famiglia: Bryan, infatti, è il figlio di Alexeis Argilagos, storico schiacciatore della Nazionale di Cuba, con cui ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali del 1998, e protagonista per sei stagioni nel campionato italiano di seconda divisione. Ma, al contrario del padre, Bryan ha scelto di muoversi nella penombra della cabina di regia, diventando, con i suoi 200 centimetri di altezza e un tocco di palla di una sensibilità disarmante, uno dei talenti più ambiti nel ruolo di palleggiatore, capace di fare male anche a muro e in attacco.
- L’inizio nel volley. Una delle curiosità più divertenti riguarda l’inizio della sua avventura nel volley, avvenuto in modo totalmente fortuito: a soli due anni e mezzo, infatti, il piccolo Bryan accompagnò la madre a portare il fratello maggiore agli allenamenti di pallavolo, ma, anziché sedersi in tribuna, decise di entrare in campo e prendere in mano un pallone… “da quel momento non ho mai più smesso”.
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