Hinault è l’ultimo grandissimo esponente del ciclismo oltralpe: scopriamo di più su di lui e sulla sua straordinaria carriera
Bernard Hinault, classe 1954, è un ex ciclista, pistard e ciclocrossista francese; considerato uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo, dominatore indiscusso del panorama internazionale tra la fine degli anni Settanta e la prima metà degli anni Ottanta, è ricordato non solo per il suo palmarès, ricco di premi e conquiste, ma anche per la sua personalità carismatica e la sua determinazione sulle due ruote, che lo hanno reso un leader indiscusso.
La vita e la carriera di Hinault
Nato in Bretagna da una famiglia di umili origini, Bernard Hinault era figlio di un agricoltore: proprio dall’ambiente familiare ha imparato cosa significa vivere con sacrificio, sviluppando fin da giovanissimo una forte etica del lavoro, oltre ad un carattere determinato e risoluto. La passione per il ciclismo nacque in lui osservando il cugino René gareggiare: all’inizio, Bernard dovette condividere la bicicletta di famiglia, ma, come ricompensa per gli esami scolastici superati a 15 anni, ricevette in dono la sua prima bici. E da lì iniziò tutto!
Già a livello amatoriale, la sua carriera fu sensazionale: dopo aver vinto la sua prima gara ad aprile del 1971, collezionò 12 vittorie su 20 gare disputate solo nel corso del primo anno, e, nel 1972, vinse il campionato nazionale juniores; fatto un anno di pausa per il servizio militare obbligatorio, tornò a gareggiare nel 1974, ottenendo ancora numerosi successi, per poi passare al professionismo l’anno seguente, a 20 anni, entrando nel team Gitane-Campagnolo, guidato dal leggendario direttore sportivo Cyrille Guimard.
Il 1978 fu l’anno della sua vera e propria consacrazione: Bernard Hinault vinse, infatti, sia la Vuelta a España sia il Tour de France, al suo esordio; da lì in poi, la sua ascesa fu inarrestabile.
Infatti, nel corso degli anni passati nel professionismo, fino al 1985, Hinault si aggiudicò 5 volte il Tour de France (1978, 1979, 1981, 1982, 1985), eguagliando il record di Jacques Anquetil ed Eddy Merckx, in seguito raggiunto anche da Miguel Indurain; 3 volte il Giro d’Italia (1980, 1982, 1985) e 2 volte la Vuelta a España (1978 e 1983). Per questi suoi risultati, è diventato l’unico ciclista della storia, insieme ad Alberto Contador, ad aver vinto almeno due volte ciascuno dei tre Grandi Giri ciclistici.
A questi, si aggiungono anche le classiche di un giorno: vinse, infatti, il Campionato del mondo su strada nel 1980 e diverse classiche monumento, tra cui la Liegi-Bastogne-Liegi (1977, 1980) e la mitica Parigi-Roubaix (1981).
Alcune curiosità su Bernard Hinault
Ecco alcune curiosità sull’ex ciclista:
- Il soprannome. Bernard Hinault era soprannominato Le Blaireau, cioè Il Tasso: questo nomignolo gli deriva dalla sua tenacia, dal suo stile di corsa aggressivo e dalla sua intransigenza e determinazione sulle due ruote.
- La rivalità con i suoi colleghi. La carriera di Hinault fu caratterizzata da rivalità accese con altri atleti ciclisti, in particolare con Joop Zoetemelk, Laurent Fignon e Greg LeMond; all’interno del team La Vie Claire, era molto accesa la rivalità con il giovane talento americano Greg LeMond, in particolare nel Tour de France del 1985 e 1986: nel 1985, LeMond fu costretto a sacrificarsi per aiutare Hinault a vincere il suo quinto Tour, mentre questi promise di ricambiare il favore l’anno successivo, quando però lo attaccò ripetutamente; la vicenda si chiuse con LeMond al primo posto, vincitore del suo primo Tour, e Hinault al secondo.
- Un piccolo aneddoto. Durante la Liegi-Bastogne-Liegi del 1980, corsa in condizioni meteorologiche proibitive, con temperature gelide e neve sulle strade, tra 174 partenti, solo 21 arrivarono al traguardo, e Hinault vinse con quasi 10 minuti di vantaggio sul secondo classificato, Hennie Kuiper: passò alla storia come un’impresa memorabile, con il nome di Neige-Bastogne-Neige.
- Dopo il ritiro. Hinault mantenne la promessa di ritirarsi dal ciclismo agonistico a 32 anni, al culmine della sua carriera; dopo il ritiro, è tornato alle origini, dedicandosi all’agricoltura, gestendo una fattoria in Bretagna. Continuò però a lavorare nel mondo delle due ruote, come ambasciatore per l’Amaury Sport Organisation (ASO), l’ente organizzatore del Tour de France.
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