La Roja vince il suo secondo titolo mondiale e culmina un percorso fantastico
La Spagna è campione del mondo per la seconda volta nella sua storia e fa il bis dopo il trionfo agli Europei di due anni fa. Battuta l'Argentina di Messi al New York New Jersey Stadium. La Roja ha portato a termine una Coppa del Mondo quasi perfetta, nella quale ha messo in luce una solidità difensiva spaventosa, subendo un solo gol in tutto il torneo, eguagliando il primato storico per la retroguardia di una compagine vincitrice.
La squadra di Luis de la Fuente ha senza dubbio meritato il successo grazie a un percorso complesso e pieno di grandi prestazioni. Dopo il pari al debutto contro Capo Verde, le Furie Rosse non hanno più sbagliato un colpo vincendo le altre due gare del girone contro Arabia Saudita e Uruguay, i sedicesimi contro l'Austria, gli ottavi con il Portogallo, poi i quarti col Belgio e la semifinale con la Francia.
Dominio assoluto nella finale, ma la decide Ferran Torres ai supplementari
La Spagna ha letteralmente dominato la finale contro l'Argentina, costringendo l'Albiceleste a non fare nemmeno un tiro in porta nei 90 minuti regolamentari. Ci si attendeva una gara bloccata e nervosa, ma in pochi immaginavano un dominio totale dei campioni d'Europa. L'assedio degli iberici si è però concretizzato solamente al 106' con la zampata vincente di Ferran Torres. Durante la sfida Lamine Yamal e compagni hanno bersagliato la porta del Dibu Martinez, che ha però detto no in tutte le occasioni.
La svolta decisiva dell'incontro è arrivata sul tramonto dei tempi regolamentari, quando al 93' il centrocampista argentino Enzo Fernández è stato espulso per doppia ammonizione dopo un brutto fallo su Cubarsí, lasciando l'Albiceleste in dieci uomini per l'intero prolungamento. Forte della superiorità numerica, la Spagna ha continuato a premere a pieno organico fino all'azione decisiva della seconda frazione supplementare. Nel finale, i nervi tesi degli argentini hanno portato a un secondo cartellino rosso sventolato a Leandro Paredes dopo il fischio finale per una rissa ai danni di Gavi.
Dominio nel gioco, difesa solida e tante soluzioni in rosa
Il trionfo della Spagna rappresenta la vittoria di un'identità calcistica ben definita, capace però di evolversi rispetto al passato. La squadra di De la Fuente ha controllato la maggior parte delle partite attraverso il possesso palla e si è imposta nella maggior parte dei casi grazie alla solidità della propria difesa. La Roja ha giocato un calcio moderno fatto di continue verticalizzazioni e aggressione sugli esterni, che le ha permesso di arrivare a fare una striscia di ben 38 partite senza sconfitte.
Altro punto forte degli spagnoli è stata senza dubbio l'ampiezza della rosa e la presenza di tanti elementi di qualità in attacco, capaci di entrare a gara in corso e risultare decisivi. Questa squadra ha dimostrato poi negli ultimi anni di non sbagliare negli appuntamenti importanti, caratteristica che fa assolutamente la differenza.
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