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Giovedì 30/04

Mister italiani all'estero

Approfondimenti

Mister italiani all'estero. Ripercorriamo le avventure vincenti degli allenatori della nostra penisola oltre i confini italici
 

L'Italia è sempre stata culla di grandi artisti, teatro di grande storia e sfondo per grandi opere del passato. Questa longeva tradizione non ha smesso di cessare neanche nel piccolo del mondo calcistico.

L'Italia vanta una grande tradizione anche tra le fila degli allenatori. La grande preparazione dei nostri coach è molto apprezzata non solo nel nostro paese ma anche all'estero. Ripercorriamo le avventure di coloro i quali hanno lasciato un segno indelebile nei campionati esteri.
 

CLAUDIO RANIERI, LEICESTER –  Impossibile non citare per primo lui. La favola che ogni tifoso, ogni giocatore, ogni allenatore sogna. Il trionfo del Leicester in Premier League è un vero e proprio contenitore di storie di riscatto e di prime volte del tutto inattese, oltre ogni immaginazione. Primo successo in Premier League per le Foxes e primo scudetto per Claudio Ranieri: la fama di eterno secondo che il tecnico testaccino doc si portava dietro sembrava una croce difficile da superare eppure, contro ogni pronostico, è pronta a lasciare spazio a tutt’altro. 
 

ROBERTO MANCINI, MANCHESTER CITY – Ad oltre un anno di distanza dall’esonero per mano dell’Inter, il tecnico jesino è stato individuato dal Manchester City come l’uomo giusto per avviare un’inesorabile storia di successi: i Citizens, forti della propria potenza economica, hanno ottenuto con Mancini la loro prima qualificazione alla Champions League, nella stagione 2010/2011, per poi arrivare a conquistare la Premier League nella stagione successiva. L’idillio dura però una sola stagione: i rivali dello United conquistano il titolo 2012/2013 distaccando di undici punti i Citizens, sconfitti tra l’altro in finale di FA Cup dal Wigan, e la dirigenza del City decide di guardare avanti e di interrompere il rapporto con Mancini nonostante un contratto ancora lungo.
 

FABIO CAPELLO, REAL MADRID – Don Fabio, come suggerisce l’epiteto, ha conquistato Madrid e lo ha fatto in due occasioni: nella stagione 1996/1997 Capello fu il prescelto di Sanz per risollevare le sorti delle Merengues dopo un’annata da dimenticare e riuscì, dopo una dura lotta col Barcellona, a conquistare il titolo. Esattamente dieci anni dopo fu Calderon a richiamare lo stesso Don Fabio al Real Madrid, per ripetere quanto fatto in precedenza: missione compiuta, Capello riuscì infatti a vincere la Liga per la seconda volta nonostante i tanti casi nello spogliatoio ed un rapporto non sempre idilliaco coi talenti del Real Madrid.
 

CARLO ANCELOTTI, CHELSEA E PSG – L’ex centrocampista di Roma e Milan, a differenza di numerosi colleghi, è riuscito ad avere successo in campionati diversi e comunque di primo piano: Ancelotti ha conquistato la Premier League alla guida del Chelsea nella stagione 2009/2010, ha proseguito l’escalation al successo in giro per l’Europa spostandosi in Ligue 1 e prendendo le redini di una corazzata come il Paris Saint Germain, portandola alla vittoria, ma non è poi riuscito a ripetersi nella Liga, pur conquistando la storica decima Champions League alla guida del Real Madrid. Dopo la vittoria del campionato con il Bayern Monaco. Ha vinto ovunque.
 

LUCIANO SPALLETTI, ZENIT – Il tecnico di Certaldo, protagonista negli ultimi mesi di un brillante ritorno sulla panchina della Roma, ha saputo trovare successo e consacrazione internazionale a San PietroburgoSpalletti, alla guida dello Zenit, ha fin da subito risposto alle aspettative dell’ambiziosa società conquistando due campionati consecutivi e diventando un elemento fondamentale, non solo come tecnico sul campo ma anche a livello manageriale. L’allenatore toscano non si è poi ripetuto nella stagione 2012/2013, lo Zenit dal canto proprio ha preferito guardare oltre e puntare sul nuovo che avanza, con Villas-Boas.
 

GIOVANNI TRAPATTONI, BAYERN MONACO, BENFICA E SALISBURGO – Il Trap, il tecnico italiano più vincente, ha saputo raggiungere traguardi importanti continuando a muoversi tra i campionati e ad affrontare nuove avventure, senza mai adagiarsi sugli allori. Nella stagione 1996/1997 Trapattoni, al secondo tentativo, conquistò la Germania portando il Bayern Monaco alla conquista della Bundesliga, a partire dal 2004 invece, dopo l’esperienza come commissario tecnico azzurro, il Trap proseguì la propria storia di successi in Portogallo e in Austria, alla guida del Benfica e del Red Bull Salisburgo. Dieci scudetti totali conquistati in quattro Paesi diversi, un traguardo tale da rendere Trapattoni l’allenatore italiano con più titoli all’attivo.
 

Le avventure meno prestigiose ma degne di essere raccontate
 

MAURO BENCIVENGA, KF TIRANA – Dopo una lunga esperienza nelle giovanili della Roma, con un campionato allievi vinto ed un bel contributo alla crescita di futuri campioni, Bencivenga tentò per due volte l’avventura in Albania: per la prima volta come vice di Domenichini e, successivamente, come allenatore della prima squadra. Nel secondo caso l’esperienza regalò a Bencivenga la gioia di conquistare il campionato albanese alla guida del KF Tirana, squadra più titolata della Nazione.
 

DANILO PILEGGI, SAINT-GEORGE – Al di là delle esperienze ricche e prodighe di visibilità, come quelle nei principali campionati europei, non mancano situazioni ben più nascoste ma altrettanto degne di essere raccontate: Danilo Pileggi, ex centrocampista tra le altre di Torino, Bologna e Cagliari, ebbe il coraggio e la forza di tentare un’avventura in Etiopia, alla guida della formazione più importante del campionato africano in questione, il Saint-George. Dopo aver assistito Giuseppe Dossena, come allenatore in seconda, Pileggi diventò a tutti gli effetti il tecnico della squadra più titolata di Etiopia e la riportò al successo dopo qualche anno di difficoltà. Un’esperienza per tanti versi complessa, date le differenze abissali tra il contesto africano e quello a cui Pileggi era abituato, ma comunque degna di essere vissuta e culminata nel migliore dei modi.
 

Ciò che accomuna tutte queste avventura è una sola variabile: quando c'è da rifondare e riportare in auge un club gli italiani sono i prescelti.
 

Egidio DePadova
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