Khalaili-Inter, visite mediche fatali: perché è saltato il trasferimento
Quella che sembrava una formalità, come lo è nel 99,9% dei casi, si è trasformata in uno stop definitivo. Anan Khalaili non diventerà un giocatore dell'Inter perché non ha ottenuto l'idoneità sportiva richiesta dall'Istituto di Medicina dello Sport del CONI. Dopo il primo controllo e gli approfondimenti svolti nei giorni successivi, il responso è stato negativo e il club nerazzurro ha dovuto rinunciare a un'operazione già definita con i belgi dell'Union Saint-Gilloise, sulla base di circa 25 milioni di euro più bonus. A confermarlo è stato direttamente il presidente Giuseppe Marotta: “Khalaili non ha superato la visita di idoneità”. Il dirigente ha poi precisato che non si tratta di una decisione dell'Inter né del suo staff medico, ma dell'applicazione della normativa italiana sulla tutela della salute degli atleti. Per motivi di privacy non sono stati resi noti i dettagli clinici che hanno portato al mancato rilascio dell'idoneità, ma la società ha parlato di una causa di forza maggiore, chiudendo definitivamente la trattativa. Anche perché non poteva fare altrimenti.
Perché Khalaili può giocare all'estero ma non in Serie A: il precedente Eriksen
Il caso Khalaili riporta al centro dell'attenzione le particolari norme italiane sull'idoneità sportiva. In Italia è il CONI, attraverso l'Istituto di Medicina dello Sport, a dover certificare che un atleta possa partecipare alle competizioni ufficiali. I criteri sono tra i più rigorosi al mondo e hanno l'obiettivo di ridurre al minimo i rischi per la salute degli sportivi. Per questo motivo può accadere che un calciatore sia regolarmente autorizzato a giocare in altri Paesi ma non possa essere tesserato in Serie A. Il precedente più noto è quello di Christian Eriksen, costretto a lasciare l'Inter dopo il malore accusato durante Euro 2020 e poi tornato in campo con Brentford e Manchester United. Più recentemente anche Edoardo Bove non ha potuto ottenere l'idoneità per giocare in Italia, pur continuando la propria carriera all'estero. La situazione di Khalaili rientra quindi in un quadro normativo che prescinde dal valore tecnico del giocatore e dalle valutazioni del club.
Il messaggio di Khalaili e le alternative dell'Inter sul mercato
Dopo la fumata nera, Marotta ha espresso il proprio rammarico, sottolineando come il club fosse convinto delle qualità dell'esterno israeliano e come ora sarà necessario individuare un'alternativa. La ricerca di un rinforzo sulla fascia destra torna quindi una priorità per Cristian Chivu, rimasto con poche opzioni dopo l'addio di Denzel Dumfries e il mancato arrivo di Giovanni Palestra. Tra i profili valutati dalla dirigenza figurano soprattutto Gela Doué dello Strasburgo, ritenuto uno dei candidati principali, mentre restano monitorate anche altre soluzioni in Italia e all'estero per completare una corsia destra che l'Inter considera fondamentale in vista della nuova stagione. Il problema pareva risolto con una mossa di mercato di elevata caratura, invece è tornato prepotentemente d’attualità dopo il “no” del CONI.
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