Gattuso alla guida della nazionale: guadagna molto meno dei predecessori
La panchina della Nazionale italiana di calcio ha ufficialmente un nuovo padrone: è Gennaro Gattuso il commissario tecnico scelto dalla FIGC per guidare gli azzurri nella corsa al Mondiale del 2026. Una sfida dal peso enorme, dopo due mancate qualificazioni consecutive, già diventata complicatissima in virtù della sconfitta al debutto nelle qualificazioni, col 3-0 contro la Norvegia che ha aperto all’addio di Luciano Spalletti. L’ex centrocampista del Milan, campione del mondo nel 2006, torna così protagonista in maglia azzurra e lo fa a modo suo, con un ingaggio molto più basso dei suoi predecessori, come a voler far capire da subito che l’impegno è prima di tutto un onore, poi un incarico retribuito.
Stipendio sotto al milione, ma con maxi bonus in caso di Mondiale
La nomina di Gattuso è una scelta in controtendenza dal punto di vista economico. A differenza di coloro che l’hanno preceduto, l’ex tecnico di Milan, Napoli e Valencia (solo per citarne alcune) ha firmato un contratto annuale da 800mila euro netti, cifra ben lontana dai 3 milioni percepiti da Roberto Mancini e dai circa 2,8 milioni garantiti a Luciano Spalletti. Ma l’accordo con Gattuso include anche un ricco bonus da un milione di euro in caso di qualificazione al Mondiale 2026, che si disputerà in USA, Canada e Messico. Oltre alla parte economica, l’eventuale accesso alla Coppa del Mondo comporterebbe anche il prolungamento automatico del contratto fino al 2028, in vista degli Europei che si giocheranno nel Regno Unito e in Irlanda. La missione, dunque, è chiara: Gattuso arriva con il solo obiettivo di riportare l’Italia ai mondiali, nei quali la nostra nazionale tre volte campione del mondo manca dal 2014. Una sfida tutt’altro che semplice.
Il carisma di Gattuso per compiere una missione già difficilissima
La FIGC ha deciso di puntare su un tecnico carismatico, schietto, con forte leadership e grande motivazione. Uno che non si è mai nascosto e mai lo farà. C’è qualche dubbio sulle sue idee tattiche, ma sembra una figura azzeccata sulla base del cammino che attende la nazionale verso il prossimo Mondiale, diventato già complicatissimo. È fatto praticamente di sole finali: due a settembre, due a ottobre e altre due a novembre, per scacciare lo spettro di un terzo fallimento consecutivo. Per qualificarsi, la nazionale dovrà concludere il girone tra le prime due o sperare nel ripescaggio attraverso i play-off, sfruttando il ranking e i risultati ottenuti nei prossimi mesi. Servirà continuità di rendimento, una differenza reti favorevole e, soprattutto, punti pesanti negli scontri diretti. Gattuso dovrà trovare in fretta l’equilibrio tra esperienza e giovani, ricostruendo compattezza e fiducia in un gruppo reduce da troppe delusioni.
Qualificazioni mondiali: i prossimi impegni della nazionale italiana
Italia-Estonia, 5 settembre, 20.45 (Gewiss Stadium, Bergamo)
Israele-Italia, 8 settembre, 20.45 (Puskás Aréna, Budapest)
Estonia-Italia, 11 ottobre, 20.45 (A. Le Coq Arena, Tallinn)
Italia-Israele, 14 ottobre, 20.45 (Stadio San Nicola, Bari)
Moldavia-Italia, 13 novembre, 20.45 (Stadionul Zimbru, Chișinău)
Italia-Norvegia, 16 novembre, 20.45 (Stadio Giuseppe Meazza, Milano)
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