Le triplette del norvegese e di Foden stendono lo United: Manchester ancora una volta è celeste
Era la sua partita, quella probabilmente aspettata sin da bambino quando ancora quello di essere un calciatore era solamente un sogno. Col padre Alf-Inge in tribuna a supportarlo, il figlio Erling Braut, nuovo 9 del City, cercava vendetta contro la squadra che aveva posto fine alla carriera del genitore. Sì, perché anche suo papà nei primi anni 2000 giocava a calcio e proprio nella sponda azzurra di Manchester, quando durante un derby il mediano Roy Keane, con cui aveva avuto un alterco qualche stagione prima, decise di vendicarsi con un'entrata assassina che gli costo 3 giornate di squalifica e 5000 euro di multa. Il ginocchio fece crack e la carriera del padre si concluse dopo due anni all'età di soli 30 anni proprio a causa di questo infortunio, come da lui stesso dichiarato. Il figlio ci teneva particolarmente alla partita e lo ha vendicato, però a modo suo.
Tutti i dubbi scacciati: Haaland si conferma grande anche con Guardiola
Un goal di testa da corner, uno in spaccata su assist spaziale di De Bruyne e una bordata sotto la traversa su invito di Sergi Gomez, il tutto condito da due assist per le reti di Foden. Questa in breve la partita di Haaland, completamente immarcabile dai centrali di Ten Hag che non l'hanno mai fermato. Spietato in area di rigore, forte fisicamente e anche in grado di trattare bene la palla nonostante la sua stazza: il giocatore che al momento è sicuramente il più in forma in Europa si è subito adattato al gioco del City di Guardiola, o meglio, è il City di Guardiola che si è adattato a lui.
Quando il norvegese ha firmato per i Citizens quest'estate erano tanti i dubbi sul suo conto, soprattutto sul fatto che non fosse funzionale al gioco di Guardiola che sempre aveva prediletto centravanti più tecnici e che tendessero a giocare anche lontani dall'area, cosa che per caratteristiche Haaland non fa. Bene, dopo l'esordio nel Community Shield con il Liverpool, non convincente per nulla per usare un eufemismo, il centravanti si è sbloccato subito nella prima di Premier, siglando una doppietta. La partita contro il Bornemouth alla seconda è stata poi l'ultima ufficiale col City in cui è rimasto a secco: da quel momento sono arrivate 15 reti in 8 partite, una media spaventosa di quasi 2 reti a partita, con anche 3 assist messi a referto. Praticamente con lui in campo il City parte già da 2-0 sopra, numeri spaventosi che solo Messi e Ronaldo hanno avuto nell'ultimo decennio.
Guardiola col norvegese ha finalmente trovato lo stoccatore giusto per concludere la mole di gioco prodotta dai suoi, che nelle passate stagioni segnavano anche meno (nonostante i numeri fossero paurosi) rispetto a tutto quello che producevano. La cattiveria e l'istinto da bomber dell'ex Dortmund però sta facendo la differenza, che non partecipa alla manovra come solito per il 9 di Guardiola, ma che in area non sbaglia mai. Clamorosa e indicativa la statistica riportata ieri prima del derby: il norvegese, infatti, segna una rete ogni 13 tocchi di palla. Un qualcosa di insensato e che ovviamente lo pone in vetta a questa speciale classifica rispetto a tutti i suoi colleghi di Premier.
Non solo i tocchi: il record di triplette di Owen è triturato
Vigeva da diversi anni, più di 20, il record messo a segno da Micheal Owen di 48 partite per riuscire a mettere a segno 3 triplette. Un risultato che aveva da sempre avuto dell'incredibile, visto che né Cristiano Ronaldo, né Suarez e Van Persie, solo 3 dei più grandi bomber degli ultimi 20 anni di Premier arrivati dopo al Pallone d'oro 2001, erano riusciti a batterlo. Da ieri però questo record è stato demolito: infatti il norvegese ci ha messo solamente 8 gare per segnare 3 hat tricks, ben 40 in meno rispetto all'ex collega inglese. Un numero straordinario per un ragazzo che ricordiamo ha solamente 22 anni e tutta una carriera davanti. Ancora più pazzesco se si pensa che queste 3 triplette siano arrivate nel giro delle ultime 3 gare casalinghe di Premier del City. 3 triplette consecutive. Score pazzesco per un fenomeno che se continuasse così, sicuramente presto metterà il suo nome in cima a molte altre classifiche di questo sport.
Alessio Russo
Betscanner